Le ultime battaglie

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I primi risultati dei ricorsi del 2013

Sono oltre 1.000 i ricorrenti dell’UDU entrati con i ricorsi solo nell’ultima settimana:  il presidente del TAR del Lazio, sez. III Bis, ha accolto il ricorso collettivo con un decreto cautelare che dovrà essere confermato all’udienza del 20 febbraio, ove si ratificherà l’ammissione con riserva agli studi.

Gianluca Scuccimarra Coordinatore dell’Unione degli Universitari “E’ un provvedimento storico per gli studenti e per il loro sindacato. Il Tar del Lazio ha compreso l’importanza delle nostre richieste collettive e di una class action che ha permesso a tutti gli studenti di accedere al sistema giustizia, facendo valere il diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione.

E’ la prima volta che viene riammesso un numero così elevato di studenti e si tratta solo della punta dell’iceberg. Siamo infatti in attesa, per il mese di febbraio, delle sentenze per quanto riguarda le irregolarità ulteriori rispetto al bonus, a partire dall’anonimato non garantito nella maggioranza delle sedi universitarie e su cui l’ultima sentenza del Consiglio di Stato ha di fatto spianato la strada non solo all’ammissione dei ricorrenti ma anche ad un possibile annullamento dell’intero concorso. Se a questi studenti andiamo a sommare tutti coloro che, nonostante avessero il bonus, non sono stati riammessi grazie alla falsa sanatoria della Carrozza (e che potrebbero ancora fare ricorso) arriviamo ad un numero esorbitante:

oltre 5000 studenti potrebbero essere riammessi nei prossimi mesi grazie ai soli ricorsi.

 

Continua Scuccimarra: “Ora il ministro Carrozza deve spiegare agli studenti cosa vuole fare: lasciare che sia la magistratura a garantire il diritto allo studio o fare mea culpa degli errori ministeriali, riconoscere che il test di settembre è stato completamente falsato e garantire l’accesso all’università agli studenti cui questo diritto è stato negato?

Chiediamo per questo al Ministero una sanatoria per tutti gli studenti che hanno sostenuto il test e che il Tavolo sul numero chiuso annunciato dal Ministro stesso si avvii immediatamente e ponga allo studio le strade percorribili per superare il sistema del numero chiuso.

In caso contrario rilanceremo immediatamente sulla soluzione giuridica aumentando in maniera esponenziale il numero di persone che il ministero sarà costretto a fare iscrivere in sovrannumero!”

 

Daniele Lanni Portavoce Rete degli studenti medi “I test ad Aprile per noi rappresentano solo e unicamente un’ulteriore sanatoria ideata dal Ministero: si tratta di un tentativo di far rientrare dalla porta secondaria tanti studenti che hanno fatto ricorso (e avrebbero diritto ad entrare già nel 2013) ma riproveranno il test e in parte lo passeranno. E’ una presa in giro per questi studenti che vedono i loro diritti calpestati e allo stesso tempo un’azione di ostruzionismo per tutti coloro che stanno finendo ora il percorso scolastico e vedranno “rubarsi” 2-3mila posti che andranno a persone che dovevano già entrare lo scorso anno.”

Continua Lanni: “Come Rete degli studenti medi denunciamo fermamente gli effetti dei test d’ingresso anticipati ad Aprile: gli studenti ad oggi stanno studiando solo per i test tralasciando tutto ciò che riguarda la conclusione del proprio percorso di studi che li porterà agli esami di maturità.

Quest’anno tra bonus e non bonus e anticipazione dei test ad Aprile migliaia di studenti si sono e si stanno ritrovando in una lotteria che ancora una volta non sanno se vinceranno a discapito del proprio futuro. E’ assurdo continuare a riproporre lo stesso sistema completamente ‘bucato’ (addirittura anticipandolo) mentre deve ancora partire il tavolo ministeriale volto a rivedere il sistema di accesso. Se il Ministero non sospenderà i test di Aprile impugneremo anticipatamente anche il relativo decreto, stiamo già cominciando a raccogliere le adesioni in merito”

 

Conclude Scuccimarra: “Il Ministero, il Governo ed il Parlamento devono prendersi carico del futuro dei nostri ragazzi. Ad oggi 44 mila cervelli sono scappati all’estero. E’ un sistema che sta facendo implodere il nostro Paese. E’ venuto davvero il momento di rivedere in toto il sistema d’accesso universitario con l’unica finalità di applicare il dettato costituzionale e garantire il libero accesso a tutti. Per questo non avremo paura ad utilizzare nessuno degli ‘strumenti’ a nostra disposizione, compreso il procedimento penale: abbiamo infatti inoltrato in questi giorni un esposto alla procura di Firenze sulla mancata garanzia di anonimato. Le indagini saranno avviate a breve e potrebbero anch’esse portare ad un annullamento dei test se il Ministero non interverrà immediatamente.”